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	<title>Giornale.sm &#187; Marco Severini</title>
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		<title>Il Segretario Mussoni domani incontra il CSIR</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 15:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 
La Segreteria di Stato per il Lavoro e una delegazione di Governo incontreranno il CSIR “Consiglio Sindacale Interregionale” nella giornata di martedì 28 giugno 2011 p.v. alle ore 15,00 presso la sala riunioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';"><a rel="attachment wp-att-26328" href="http://www.giornale.ms/la-reggenza-al-quartiere-delle-milizie/mussoni-francesco2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-26328" title="mussoni-francesco2" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2009/12/mussoni-francesco2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>La Segreteria di Stato per il Lavoro e una delegazione di Governo incontreranno il CSIR “Consiglio Sindacale Interregionale” nella giornata di martedì 28 giugno 2011 p.v. alle ore 15,00 presso la sala riunioni di Palazzo Mercuri</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://www.giornale.sm/?ak_action=api_record_view&id=67264&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Riunita la Consulta Sociale e Sanitaria</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 17:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>

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		<description><![CDATA[La Consulta Sociale e Sanitaria, convocata dal suo Coordinatore, Marino Serra, si è riunita in data odierna, con la presenza dei Direttori dell’ISS e del Coordinatore della Segreteria della Sanità per discutere e deliberare sugli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-17533" href="http://www.giornale.ms/liss-blocca-i-telefoni-mercoledi-pomeriggio/ospedale-di-stato/"><img class="alignleft size-full wp-image-17533" title="ospedale-di-stato" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2009/07/ospedale-di-stato.jpg" alt="" width="96" height="70" /></a>La Consulta Sociale e Sanitaria, convocata dal suo Coordinatore, Marino Serra, si è riunita in data odierna, con la presenza dei Direttori dell’ISS e del Coordinatore della Segreteria della Sanità per discutere e deliberare sugli argomenti previsti all’ordine del giorno ed in particolare: Piano del Personale ISS 2011, – situazione Sale Operatorie e di alcuni reparti di medicina specialistica, – presentazione della richiesta dell’ istituzione dell’ Albo Infermieri da parte della Presidente e della Segretaria della associazione degli infermieri.</p>
<p><span id="more-61250"></span>La Consulta da atto alla Direzione Generale e a tutto lo staff dirigenziale ISS di aver fin qui ben operato per migliorare i servizi offerti alla cittadinanza pur mantenendosi inalterati gli interventi pubblici, mantenendo inalterato il personale alle proprie dipendenze e a convenzione, ovviamente al netto dei nuovi servizi attivati e al netto delle attività precedentemente svolte da cooperativa, aumentando comunque la “produzione” di prestazioni nell’ordine del 12% riducendo l’utilizzo e di conseguenza la spesa per prestazioni presso strutture esterne al territorio.</p>
<p>La Consulta ha preso atto con soddisfazione che la situazione delle nuove sale operatorie è in via di definitiva soluzione e che il loro pieno utilizzo verrà ripristinato entro il prossimo mese di Aprile e che tutti i costi relativi alle opere di riparazione saranno a totale carico delle imprese esecutrici dei lavori ed inoltre che è in atto azione giudiziaria per quantificare e definire la richiesta di rimborso dei danni subiti a livello del forzato mancato utilizzo e soprattutto dell’enorme danno subito a livello di immagine.</p>
<p>La Consulta, che considera favorevolmente la richiesta avanzata dalla Associazione degli Infermieri di riconoscimento del loro profilo giuridico attraverso la costituzione dell’albo degli infermieri professionali o altra forma equivalente e la richiesta di maggior tutela della specifica professionalità del corpo infermieristico e di nuove modalità di esercizio della professione, chiede alle Segreterie di Stato interessate, Giustizia e Sanità, un loro intervento in materia.</p>
<p>ISTITUTO SICUREZZA SOCIALE</p>
<p>CONSULTA SOCIALE E SANITARIA</p>
<p>Il Coordinatore</p>
<p>Marino Serra</p>
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		<title>Nuovo errore su relazione stato occupazionale!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 17:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito alla relazione sullo stato occupazionale a San Marino redatto a cura dell’Ufficio del Lavoro, si segnala un evidente errore che ha modificato in maniera macroscopica il numero dei  dipendenti del settore pubblico allargato.
Infatti, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-61247" href="http://www.giornale.ms/nuovo-errore-su-relazione-stato-occupazionale/attachment/21/"><img class="alignleft size-medium wp-image-61247" title="21" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2011/03/21-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>In merito alla relazione sullo stato occupazionale a San Marino redatto a cura dell’Ufficio del Lavoro, si segnala un evidente errore che ha modificato in maniera macroscopica il numero dei  dipendenti del settore pubblico allargato.</p>
<p>Infatti, l’Ufficio del Lavoro ha segnalato oggi, a pubblicazione già avvenuta, un errore nell’elaborazione e stampa  dei dati che ha acquisito dal Bollettino di Statistica.</p>
<p>Il dato errato è stato comunicato ieri nella seduta del Consiglio Grande Generale dal Segretario di Stato al Lavoro uscente, ma certamente l’errore non è addebitabile a sua responsabilità pur essendo a conoscenza della politica di rigore attuata.</p>
<p><span id="more-61245"></span>Ci si rammarica che l’incidente possa aver fatto travisare la realtà dei fatti  poichè negli ultimi anni si registra, come già detto più volte, un  contenimento del numero di occupati nella Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Sul sito della Segreteria Affari Interni (www.interni.segreteria.sm), nella sezione PA, sono mensilmente pubblicati dall’ottobre scorso i dati amministrativi che confermano questo costante trend di diminuzione (in parallelo con i dati statistici), nonostante siano nati nuovi servizi e siano stati fatti interventi sociali; un trend che ha portato al 31 dicembre 2010 ad un decremento degli occupati del settore pubblico allargato di 46 unità in meno rispetto alla stessa data del 2009.</p>
<p><span style="white-space: pre;"> </span></p>
<div><span style="white-space: pre;"><br />
</span></div>
<img src="http://www.giornale.sm/?ak_action=api_record_view&id=61245&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>I Castelli in udienza dai Capitani Reggenti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 17:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 21 marzo p.v. è in programma – a Palazzo Pubblico – la prima della serie di udienze pubbliche indette dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti, Giovanni Francesco Ugolini e Andrea Zafferani, a conclusione del ciclo di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-49157" href="http://www.giornale.ms/come-muore-un-paradiso-fiscale-la-stampa-marco-alfieri/san_marino01g/"><img class="alignleft size-medium wp-image-49157" title="san_marino01g" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2010/10/san_marino01g-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a>Lunedì 21 marzo p.v. è in programma – a Palazzo Pubblico – la prima della serie di udienze pubbliche indette dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti, Giovanni Francesco Ugolini e Andrea Zafferani, a conclusione del ciclo di visite compiute – a partire dallo scorso mese di gennaio – nei nove Castelli della Repubblica. In tale occasione sarà così possibile ascoltare le risposte che perverranno – da parte dei membri di Governo competenti per materia – rispetto ai quesiti selezionati.</p>
<p>Quesiti che, per tramite delle LL.EE., sono stati formulati dalla popolazione residente nel corso delle visite ai Castelli e che verteranno strettamente su questioni di interesse pubblico.</p>
<p>Nell’udienza pubblica di lunedì prossimo si avrà – oltre alla presenza dei Capitani di Castello e delle rispettive Giunte – la partecipazione di delegazioni delle popolazioni residenti ad Acquaviva, Montegiardino e Serravalle.</p>
<p>L’orario di svolgimento di questo significativo appuntamento istituzionale è previsto dalle ore 18:00 sino alle ore 20:00 e si manterrà tale anche in occasione delle due successive udienze cui parteciperanno rappresentanze di altri due gruppi di tre Castelli ciascuno, ovvero Chiesanuova-Fiorentino-San Marino Città (nella giornata di mercoledì 23 marzo p.v.) e Borgo Maggiore-Domagnano-Faetano (nella giornata di giovedì 24 marzo p.v.).</p>
<p>L’UFFICIO DELLA REGGENZA DELLA REPUBBLICA</p>
<p>REPUBBLICA DI SAN MARINO</p>
<p>DIPARTIMENTO AFFARI INTERNI</p>
<p>UFFICIO SEGRETERIA ISTITUZIONALE</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
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		<title>Presidente LIBRA INDUSTRIALE su sentenza del Tribunale Sammarinese</title>
		<link>http://www.giornale.sm/presidente-libra-industriale-su-sentenza-del-tribunale-sammarinese/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 17:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ di qualche giorno fa la sentenza del Tribunale che ha confermato in appello la condanna penale del “Responsabile della Sicurezza” della società Libra Industriale, che amministro,  ad una pena pecuniaria di 2.000 € circa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-61237" href="http://www.giornale.ms/presidente-libra-industriale-su-sentenza-del-tribunale-sammarinese/ausenda/"><img class="alignleft size-full wp-image-61237" title="ausenda" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2011/03/ausenda.jpg" alt="" width="200" height="205" /></a>E’ di qualche giorno fa la sentenza del Tribunale che ha confermato in appello la condanna penale del “Responsabile della Sicurezza” della società Libra Industriale, che amministro,  ad una pena pecuniaria di 2.000 € circa per lesioni colpose.</p>
<p>Certamente non posso esimermi dall’esprimere al mio dipendente, infortunatosi, la mia totale ed incondizionata solidarietà per il danno subito. Purtroppo, nemmeno posso esimermi dall’esprimere pubblicamente alcune considerazioni che ritengo di interesse generale.</p>
<p>Premetto, che dopo l’infortunio il responsabile della sicurezza si è immediatamente licenziato. Ciò ha comportato che da parte nostra si sia dovuto ricercare un nuovo responsabile della produzione <span id="more-61236"></span>e della sicurezza, con tutta una serie di problemi legati all’individuazione ed alla formazione della persona più idonea. Per scelta, ed al fine di rendere più efficace la politica antinfortunistica che l’azienda che amministro persegue, in Libra Industriale il “Responsabile della Produzione”, che conosce meglio di chiunque altro i rischi del processo produttivo, deve assumere anche la veste di “Responsabile della Sicurezza”. Il fine è di garantire la massima efficacia dell’azione di prevenzione degli infortuni che avvengono nelle fasi produttive.</p>
<p>Nel corso del giudizio, durato quasi quattro anni senza che si siano chiariti i dubbi sulle cause dell’infortunio, il nuovo responsabile della produzione e della sicurezza ha ulteriormente approfondito la sicurezza del processo produttivo; tant’è che in questo lasso di tempo non si sono verificati infortuni degni di nota.</p>
<p>Ora, dopo la pubblicazione della sentenza penale di condanna per il vecchio infortunio, benché completamente estraneo al fatto, anche il nuovo responsabile della produzione e della sicurezza ha rassegnato le dimissioni.</p>
<p>Quale motivazione ha semplicemente addotto di non volersi sporcare la fedina penale per lavorare e che a San marino non viene fatta alcuna distinzione tra le aziende che cercano di fare il massimo per la sicurezza rispetto a quelle che non fanno nulla. In entrambi i casi si viene condannati, a prescindere dagli effettivi profili di colpa e di buona volontà nel fare quanto umanamente possibile per ridurre il rischio di incidenti sul lavoro.</p>
<p>Credo che chiunque lavori in una azienda che produce, ed in particolar modo nel settore metalmeccanico, sia consapevole che il rischio di un incidente incombe anche per il verificarsi, talvolta, di fatti imprevedibili.</p>
<p>Le campagne mediatiche hanno portato evidentemente il Tribunale e l’opinione pubblica a ritenere sempre il datore di lavoro penalmente responsabile.</p>
<p>Permettetemi di dissentire e di segnalare questa anomalia tutta sammarinese ( forse frutto di una politica sindacale che preferiva le aziende “ Fatturiere” piuttosto che quelle produttive).</p>
<p>Mi chiedo se non sarebbe stato preferibile applicare sanzioni pecuniarie amministrative, anche più consistenti della sanzione penale di € 2.000 applicata nel caso che vi ho citato, riservando la condanna penale solo ai casi di effettiva ed evidente violazione delle prescrizioni antinfortunistiche.</p>
<p>Credo di dire questo anche nell’interesse dei lavoratori dipendenti. Sia nel caso di responsabilità amministrativa che penale dell’azienda si dovrebbe comunque far luogo al risarcimento del danno, e tutte le aziende che si rispettino assicurano i rischi derivanti dai processi produttivi. Ma, soprattutto, come nel nostro caso, la contestazione delle violazioni penali ci ha fatto perdere due responsabili della sicurezza molto bravi e preparati. Ora abbiamo diverse possibilità: chiudere l’azienda in attesa di trovare un nuovo responsabile ben preparato; nominare a responsabile della produzione, posto che si trovi chi è disponibile ad accettare i rischi di sanzione penale, una persona che non conosce i nostri impianti, i nostri  processi produttivi (ma, in attesa che questa persona si formi, i nostri dipendenti sarebbero esposti a maggiori rischi rispetto a quelli attuali). Oppure trovare un prestanome che si disinteressi della sicurezza e dietro stipendio si assuma i rischi della responsabilità penale.</p>
<p>Nessuna di queste soluzioni mi sembra sia di interesse dei dipendenti e dell’impresa che amministro. Credo sia giunto il momento che imprenditori e sindacati smettano di confrontarsi da dietro le barricate e che invece di fare la caccia a chi lavora ( in catena di montaggio o dietro una scrivania) inizino a stemperare i toni per rendere questo paese un luogo dove si possa fare impresa, nel massimo della sicurezza, ma senza correre il rischio, nonostante la buona volontà, di finire sul banco degli imputati.</p>
<p>Ed in questo percorso la politica deve avere il coraggio di valorizzare l’impresa, senza criminalizzare l’imprenditore.</p>
<p>San Marino lo capirà? forse, quando non avrà più aziende nel territorio, o forse è proprio quello che vuole!</p>
<p>Io capisco condannare “penalmente” un azienda in malafede, che non abbia mai fatto nulla o troppo poco per garantire ai propri dipendenti un ambiente di lavoro sicuro. Ma un’azienda che si è sempre adoperata per la sicurezza non merita di essere criminalizzata e, peggio, di avere i propri dirigenti criminalizzati.</p>
<p>Ing. Gianni Ausenda</p>
<p>PRESIDENTE LIBRA INDUSTRIALE SA</p>
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		<title>Mons.Negri su situazione paesi del Nord-Africa</title>
		<link>http://www.giornale.sm/mons-negri-su-situazione-paesi-del-nord-africa/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 16:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’ arroganza e la crudeltà di quelli che ritengono che il proprio potere sia l’unica norma della vita e che non esista nessuna legge con cui uomini di potere devono confrontarsi, il figlio del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-59751" href="http://www.giornale.ms/delitto-di-yara-il-vescovo-offre-a-tutti-questa-lettura/mons_-luigi-negri/"><img class="alignleft size-medium wp-image-59751" title="Mons_-Luigi-Negri" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2011/03/Mons_-Luigi-Negri-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>Con l’ arroganza e la crudeltà di quelli che ritengono che il proprio potere sia l’unica norma della vita e che non esista nessuna legge con cui uomini di potere devono confrontarsi, il figlio del rais ha affermato: entro 48 ore sarà tutto finito. E’ un orrore tremendo quello che ci investe è l’orrore di aver visto migliaia e migliaia di persone mitragliate, uccise, violentate, in fuga dai loro paesi, trattati con una crudeltà che ricorda altri, e più terribili momenti della storia. Non tocca a me è l’analisi della forma che avrebbero preso queste cosiddette “rivoluzioni” se si fossero affermate, ma è indubbio che la radice profonda di queste ribellioni si chiama desiderio del pane e della libertà.</p>
<p>Un’altra volta il desiderio del pane e della libertà è stato eliminato, annullato da una repressione tanto cieca quanto violenta e, in qualche modo, belluina.</p>
<p>Ma lasciatemi dire che se l’orrore è grande, la vergogna nostra dovrebbe superare questo orrore. Queste cose sono avvenute nel silenzio, nella confusione, nelle dialettiche interne, quando non nella omertà di forze politiche europee ed internazionali che hanno, ancora una volta, privilegiato interessi particolari o associati, chiudendo il cuore e la coscienza a questo invito pressante che veniva da queste popolazioni massacrate.</p>
<p>Un Occidente ancora schiavo dei rigurgiti delle ideologie del passato, soprattutto nemico della tradizione cristiana e del suo influsso benefico e positivo sulla vita dei popoli europei e delle nazioni europee, un Occidente ancora così gravemente segnato dal laicismo, un Occidente schiavo del proprio consumismo edonistico per il quale profonde, quotidianamente, somme così ingenti che risolverebbero la situazione sociale di molti paesi sottosviluppati, un Occidente schiavo di questi regimi dittatoriali per le risorse energetiche, Come e Dove può trovare l’energia morale e culturale per giudizi e gesti inequivocabili?</p>
<p>Questo Occidente debole, in profonda contraddizione con le sue radici e la sua autentica tradizione cristiana e laica, guardi bene a quello che sta succedendo nel Maghreb.</p>
<p>Io non ci sarò più, ma temo molto che le prossime generazioni italiane ed europee saranno travolte dagli stessi fenomeni di violenza, di massacro, realizzati in nome di una ideologia che, presuntamente religiosa, si esprime poi con il disprezzo totale della vita e della libertà umana.</p>
<p>Pennabilli 17 Marzo 2011</p>
<p>+Luigi Negri</p>
<p>Vescovo di San Marino-Montefeltro</p>
<p>DIOCESI DI SAN MARINO-MONTEFELTRO</p>
<p>Ufficio Stampa e Comunicazioni Sociali</p>
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		</item>
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		<title>Psrs interpella sull&#8217;appalto traffico telefonico Pubblica Amministrazione</title>
		<link>http://www.giornale.sm/psrs-interpella-sullappalto-traffico-telefonico-pubblica-amministrazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 16:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ultima seduta della Commissione Consiliare Permanente, rispondendo ad una nostra mozione volta ad appurare se la fornitura del traffico telefonico della Pubblica Amministrazione fosse assegnata mediante una gara d’appalto tra tutti gli operatori di telefonia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-26343" href="http://www.giornale.ms/alessandro-mancini-sullattuale-situazione-del-momento/alessandro-mancini-psrs/"><img class="alignleft size-medium wp-image-26343" title="alessandro-mancini-psrs" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2009/12/alessandro-mancini-psrs-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Nell’ultima seduta della Commissione Consiliare Permanente, rispondendo ad una nostra mozione volta ad appurare se la fornitura del traffico telefonico della Pubblica Amministrazione fosse assegnata mediante una gara d’appalto tra tutti gli operatori di telefonia abilitati in San Marino, generando un vantaggioso sistema di concorrenza dal momento che non vi è più un solo operatore, il Segretario di Stato Mularoni ha dichiarato che la gara d’appalto si è già regolarmente svolta.</p>
<p>Alla luce di quanto affermato dal Segretario di Stato con delega alle Telecomunicazioni, interpelliamo il Governo per conoscere:</p>
<p>a) In quale data si è dato il via alla gara d’appalto.</p>
<p>b) quante società di telefonia siano state invitate a partecipare alla suddetta gara d’appalto e quante di queste abbiano aderito;</p>
<p>c) quali siano state le richieste rivolte ai fornitori interpellati;</p>
<p>d) quale società si sia aggiudicata la fornita del traffico telefonico della P.A. e con quale proposta di spesa a carico dello Stato;</p>
<p>e) quali siano state le proposte di spesa presentate dagli altri operatori di telefonia che hanno partecipato alla gara d’appalto.</p>
<p>I Consiglieri PSRS</p>
<p>Paride Andreoli</p>
<p>Paolo Crescentini</p>
<p>Federico Pedini Amati (per risposta scritta)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Proposta di Attiva-Mente per una nuova Federazione Sammarinese Sport Speciali</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 15:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito alle problematiche emerse in seno alla Federazione Sammarinese Sport Speciali, il Direttivo dell&#8217;Associazione Attiva-Mente interviene avanzando una propria Proposta che tiene conto di 4 fattori che riteniamo indispensabili al fine di chiarire alcuni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-61227" href="http://www.giornale.ms/proposta-di-attiva-mente-per-una-nuova-federazione-sammarinese-sport-speciali/proposta_attiva-mente/"><img class="alignleft size-large wp-image-61227" title="proposta_attiva-mente" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2011/03/proposta_attiva-mente-565x212.jpg" alt="" width="565" height="212" /></a>In merito alle problematiche emerse in seno alla Federazione Sammarinese Sport Speciali, il Direttivo dell&#8217;Associazione Attiva-Mente interviene avanzando una propria Proposta che tiene conto di 4 fattori che riteniamo indispensabili al fine di chiarire alcuni aspetti:</p>
<p>una distinzione netta tra i due settori Special Olympics e Paralympic (questo non significa stare uno sotto all&#8217;altro o uno lontano dall&#8217;altro, anzi possono collaborare nel pieno e reciproco rispetto).</p>
<p>un posizionamento e riconoscimento interno a San Marino del Comitato Paralimpico Sammarinese tale da non rischiare di dovere mettere a repentaglio il riconoscimento ed i rapporti internazionali.</p>
<p>la costituzione associativa di Special Olympics San Marino, che al pari del Comitato Paralimpico Sammarinese ed altri, potranno essere affiliati alla Federazione Sammarinese Sport Speciali.</p>
<p>un sostegno economico congruo e proporzionato all&#8217;attività di special olympics e paralimpica, prevedendo meccanismi più chiari nella distribuizione dei flussi di danaro ad appannaggio della Federazione Sammarinese Sport Speciali.</p>
<p>In un contesto così modificato pensiamo che non sussistano più quei dubbi che sono stati sollevati in questi ultimi anni.</p>
<p>Il Direttivo di Attiva-Mente</p>
<p>(C.S)</p>
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		<title>Arriva il Rally della Racing Dreams sul Titano&#8230;di Livio Ceci</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 15:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[San Marino]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà la scuderia Racing Dreams del presidente Gianluigi Raimondi ad aprire ufficialmente la stagione organizzativa del grande movimento dell’automobilismo sportivo sammarinese. Nelle giornate infatti del 16-17 Aprile andrà in scena la prima edizione del Rally ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-61223" href="http://www.giornale.ms/arriva-il-rally-della-racing-dreams-sul-titano-di-livio-ceci/27-3-2010-122/"><img class="alignleft size-large wp-image-61223" title="27-3-2010 122" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2011/03/27-3-2010-122-565x376.jpg" alt="" width="565" height="376" /></a>Sarà la scuderia Racing Dreams del presidente Gianluigi Raimondi ad aprire ufficialmente la stagione organizzativa del grande movimento dell’automobilismo sportivo sammarinese. Nelle giornate infatti del 16-17 Aprile andrà in scena la prima edizione del Rally Racing Dreams, gara interamente su asfalto, la quale si preannuncia particolarmente appassionante. In realtà sarebbe la seconda edizione, ma gli organizzatori hanno codificato con prima edizione, perché lo scorso anno la gara (svoltasi il 27 marzo) si chiamava 1° Rally Ronde San Marino e non Rally Racing Dreams. In questi giorni lo staff dell’affiliata Fams sta lavorando alacremente a tutta la complessa macchina organizzativa di questa manifestazione, che avrà come quartier generale il Centro Tennis a Fonte dell’Ovo, dove saranno effettuate le verifiche sportive e dove avrà sede la direzione gara. Sopra invece nei piazzali del Centro Studi di Fonte dell’Ovo sarà posizionata la vasta area che sarà il cuore pulsante della manifestazione. Qui infatti avverrà la partenza della gara (ore 8,00 di domenica 17 Aprile), l’arrivo e i riordini ed i parchi assistenza. Due saranno le prove speciali di cui una di 3,7 km al’interno dei confini della Repubblica, mentre l’altra di circa 9 km sarà in Italia, ma comunque non lontana dal cuore nevralgico di Fonte dell’Ovo. Queste due prove saranno ripetute quattro volte per un chilometraggio complessivo di circa 300 km, di cui 50,04 di prove cronometrate. Si sono infatti aperte in questi giorni le iscrizioni che termineranno la settimana precedente (11 aprile) della gara. Una gara molto attesa, che dovrebbe vedere molte adesioni (per lo meno questa è la speranza della Racing Dreams) e al momento sono diverse le telefonate giunte in segreteria, alcune delle quali molto interessanti e addirittura anche dalla Puglia e alta Italia. Non potendo rivelare i luoghi in cui si disputeranno le prove (annosi problemi di ricognizioni non autorizzate impongono questo provvedimento) possiamo solo dire che le due prove sono molto belle, con asfalto decisamente buono, non sconnesso e particolarmente largo. Una gara, ovviamente in cui saranno presenti molti piloti locali, che attendono con ansia questo primo appuntamento rallistico titano. Già lo scorso anno, sul podio finale, erano quattro i rappresentanti titani con il vincitore Denis Colombini con la Citroen Xsara, che si era messo alle spalle la coppia tutta titana composta da Paolo Valli e Silvio Stefanelli in gara con una Ford Focus, mentre sul terzo gradino del podio Livio Ceci alle note del savignanese Giampaolo Tosi con la Subaru Wrc ’08 della New Media e gestita in gara dalla Gb Motors di Castellarano di Reggio Emilia. Proprio in questi giorni gli organizzatori, hanno inserito nella home page di Rallylink (sito web e punto di riferimento dei rally in Italia- <a href="http://www.rallylink.it">www.rallylink.it</a>) il logo della gara e  tutte le informazioni necessarie, come regolamento di gara, presentazione della gara, tabella tempi e distanze, modulo di iscrizione e quant’altro utile a chi interessa partecipare alla gara. Agevolazioni anche per i giovani piloti come riduzione del 50% sulla tassa di iscrizione per i driver Under 21, e sconto di 50 euro per tutti i piloti iscritti alla Federazione Auto Motoristica Sammarinese.  Manca esattamente un mese circa quindi a questo primo evento rallistico del Titano, ma già gli appassionati sono in fibrillazione per questa gara, che lo scorso anno riscosse un ottimo successo. Ricordiamo anche che la scuderia Racing Dreams inoltre sta già lavorando anche alla prima edizione del Rally Racing Dreams Ronde su Terra che si svolgerà il 10-11 Settembre. Un anno importante per questa scuderia, sicuramente molto oneroso a livello logistico, ma anche e soprattutto economico, considerati i tempi. Non a caso infatti i contributi (statali, non statali e sponsor vari) sono sempre meno, e questa è sicuramente una nota dolente. Per il resto tanta passione e grande voglia di organizzare e promuovere la disciplina sportiva automobilistica, e sembra che la Racing Dreams ci stia riuscendo alla grande.</p>
<p>LIVIO CECI</p>
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		<title>150 ANNI DI VERGOGNE&#8230;.di Mario Adinolfi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 14:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[I 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia costringono il paese a una retorica nazionalista che non gli appartiene. L&#8217;italiano non ha mai avuto rispetto per la propria vicenda nazionale e qui si proverà a spiegare perché non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-61219" href="http://www.giornale.ms/150-anni-di-vergogne-di-mario-adinolfi/mario-adinolfi-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-61219" title="mario-adinolfi" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2011/03/mario-adinolfi1-300x259.jpg" alt="" width="300" height="259" /></a>I 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia costringono il paese a una retorica nazionalista che non gli appartiene. L&#8217;italiano non ha mai avuto rispetto per la propria vicenda nazionale e qui si proverà a spiegare perché non gli si può dare torto: l&#8217;italiano non può avere rispetto di se stesso, un secolo e mezzo di storia unitaria ha rappresentato un affastellarsi di vergogne, con qualche eccezione che non redime la regola.</p>
<p>Intendiamoci, non che non ci sia grandezza nella storia italiana: ce n&#8217;è e molta, ma è tutta pre-unitaria. C&#8217;è la grandezza di Roma, della sua Repubblica e del suo Impero, della <span id="more-61217"></span>fondazione del diritto e dei capolavori urbanistici e architettonici; c&#8217;è la grandezza della radice cristiana, dalla abbazie medievali culle di cultura e di sapere, alla maestà del papato, punto di riferimento per millenni di miliardi di cattolici di tutto il mondo; c&#8217;è la grandezza dell&#8217;arte italiana, da Giotto a Dante, dall&#8217;incredibile vicenda rinascimentale a personaggi assoluti come Leonardo da Vinci, fino alla lucidità di Galileo e alla intelligenza ultramoderna di Cesare Beccaria.</p>
<p>Poi, nel mondo accade qualcosa di davvero enorme: la Dichiarazione d&#8217;Indipendenza americana precede di quasi un secolo il 17 marzo del 1861 che tanto ci sta a cuore ed è un documento di profondità strepitosa (&#8220;we hold these thruts to be self-evidente, all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness&#8221; e traducetevela da voi, che la versione originale è troppo bella); la Francia avvia una stagione rivoluzionaria che segnerà l&#8217;Europa per sempre; la Gran Bretagna, che ha da secoli un Parlamento operativo che affianca il Re, avvia una rivoluzione industriale e tecnologica che cambierà la storia globale e creerà le premesse dell&#8217;attuale benessere occidentale.</p>
<p>E l&#8217;Italia? In Italia la parola &#8220;rivoluzione&#8221; non è mai andata di moda e quanto ci fosse bisogno di una rivoluzione lo sanno tutte le generazioni che si sono succedute dall&#8217;Ottocento a oggi. Il processo risorgimentale è stato una semplice annessione al regno dei Savoia, consentita e sostanzialmente voluta da potenze straniere (francesi e inglesi). Non un movimento di popolo, ma una procedura messa in moto da una élite a da quella stessa élite gestita, anche malamente: basti pensare alla tragedia meridionale, alla vergogna nazionale della guerra al brigantaggio, all&#8217;assenza di qualsiasi decente forma di democrazia quando negli Stati Uniti già da più di cent&#8217;anni si eleggeva un presidente con il suffragio universale maschile.</p>
<p>L&#8217;inno di Mameli è brutto e retorico, non ci sarà nessun Roberto Benigni capace di rivalutarlo agli occhi del mondo. La Marsigliese, il God Save the King e persino l&#8217;infame Deutschland Uber Alles sono simboli di un popolo intero unito nell&#8217;amore per la propria storia patria. Il nostro è un inno che nessuno conosce a memoria, che non si studia nelle scuole, che non si canta se non per qualche istinto pallonaro quadriennale. L&#8217;inno di Mameli è il simbolo della pochezza della storia risorgimentale: tante parole gonfie (l&#8217;Elmo di Scipio, la vittoria che schiava di Roma, stringiamci a coorte) e una marcetta a far da sottofondo. Sostanza, poca. Popolo, niente.</p>
<p>E dopo il Risorgimento? Vogliamo parlare del Meridione saccheggiato e reso schiavo delle criminalità varie? Delle classi dirigenti imputridite elette per censo per tutto l&#8217;Ottocento? Del colonialismo italiano, patetico e feroce? Del vergognoso voltafaccia della prima guerra mondiale e di Caporetto? Dei generali incapaci e delle fallimentari trattative di pace a Versailles? Dei liberali inetti che diedero spazio all&#8217;affermarsi del primo fascismo? Dei Savoia, vogliamo parlare dei Savoia?</p>
<p>Parliamo dei Savoia, della nostra casa regnante. In Gran Bretagna il popolo si unisce attorno alla Corona, in ogni evento di festa o di lutto che sia; in Spagna i Borbone sono stati il simbolo per andare oltre la dittatura franchista e avviare una nuova stagione di democrazia. In Italia la casa regnante, dopo aver ottenuto l&#8217;annessione degli staterelli nazionali, ha fatto di tutto per coprirsi solo di vergogna. Vittorio Emanuele III che dà il via al fascismo, che firma le leggi razziali, che abbandona il suo popolo nella difficoltà della guerra, che rende possibile l&#8217;onta dell&#8217;8 settembre. Per fortuna ci è stato risparmiato di avere per re un Vittorio Emanuele IV che spara fucilate ai turisti e l&#8217;Emanuele Filiberto che sta bene a fare programma tv con Pupo.</p>
<p>Il fascismo è una pagina di vergogne che è persino superfluo aprire. La vergogna somma è quella delle piazze strapiene, rigurgitanti consenso per Mussolini e basta fare una passeggiata sulla sua tomba a Predappio per capire come questo paese sia irredimibile. I tedeschi provano un&#8217;onta enorme per l&#8217;essere stati governati da Adolf Hitler, per averlo appoggiato: nessuno immaginerebbe possibile aprire un pubblico registro dove quotidianamente si compongono odi al Fuhrer; nessun politico potrebbe mai essere legittimato se nella sua carriera fosse rintracciabile una radice filonazista. Da noi la nostalgia del fascismo è vissuta prima in un partito tranquillamente presente in Parlamento per decenni e ancora oggi un suo leader è considerato persona credibile, messo alla guida della più importante istituzione elettiva, la Camera dei Deputati.</p>
<p>Dopo la vergogna del fascismo, dell&#8217;assassinio degli oppositori politici, della chiusura dei partiti e dei sindacati, della cancellazione della libertà di stampa, della guerra e della difesa della razza, della deportazione degli ebrei, dell&#8217;obbligo della fedeltà al regime richiesto a tutti gli accademici e uomini di scienza e di sapere (e tutti, con pochissime eccezioni, si obbligarono), della consegna mani e piedi al nazismo, dell&#8217;orrenda guerra civile, spuntò la vergogna del sangue dei vinti. E la retorica della Resistenza, altra retorica nazionale non percepita come reale perché tutti conoscono la verità, che l&#8217;Italia fu liberata dagli Americani che mandarono decine di migliaia di ragazzi a morire per noi mentre quel paese che era tutto iscritto al Partito nazionale fascista si scopriva tutto antifascista e partigiano.</p>
<p>Cominciò la storia repubblicana, nella disperazione e nella fame, condizioni in cui l&#8217;italiano dà il meglio di sé. E in effetti la stagione della ricostruzione del paese fu splendida (sempre grazie ai denari di Marshall, inizialmente almeno, però) e l&#8217;Italia seppe trasportarsi dall&#8217;inedia al vero benessere, grazie a classi dirigenti per una volta all&#8217;altezza del difficile compito, da Alcide De Gasperi al primo governo guidato da Aldo Moro. Che si dimise nel giugno del 1968. E ricominciarono i guai.</p>
<p>Sempre sull&#8217;onda di quel che avveniva all&#8217;estero, pure in Italia ci si ribellava. Ma quel fiume di energie, invece di alimentare un mare di opportunità, fu l&#8217;ennesima occasione per costruire cricchette e sei-politico, immeritocrazia e pian piano, altra cretina violenza, spontanea e indotta. Terrorismo, strategia della tensione, Brescia, piazza Fontana, Italicus, via Fani, Bologna, Ustica, Brigate rosse, Nar, servizi deviati, banda della Magliana, Giorgieri, Ruffilli. Un quindicennio di omicidi idioti, di stragi impunite, di veleni e sospetti. Poi, per fortuna, a un passo dal baratro l&#8217;Italia dà un colpo di reni. Ma può essere questo colpo di reni confuso con una grande storia nazionale? No, è una storia nazionale di vergogne e di baratri sfiorati.</p>
<p>Raccontare l&#8217;ultimo ventennio non è neanche storia, è cronaca. La cronaca di una disfatta. Il malaffare imperante e diffuso ovunque di Tangentopoli, le stragi di mafia e Capaci e via D&#8217;Amelio, le pulsioni separatiste e l&#8217;idiozia di una realtà territoriale (la Padania) totalmente inventata, la crisi complessiva della democrazia, il plutocrate al governo del paese, la gerontocrazia imperante e le caste che succhiano risorse alla cosa pubblica, il neofeudalesimo, l&#8217;immobilità sociale, la disoccupazione che galoppa, l&#8217;evasione fiscale più vergognosa del mondo occidentale, la droga a fiumi che finanzia Cosa Nostra, camorra, &#8216;ndrangheta, sacra corona unita e ci rende noti del mondo con un solo nome: mafiosi. Questo abbiamo esportato: mafia e decine di milioni di emigrati, la cui finale coda sono le decine di migliaia di cervelli in fuga da questo nostro paese, che non premia il talento e dove vige l&#8217;immeritocrazia consociativa.</p>
<p>Bisogna conoscere, non qualcosa, ma qualcuno. E&#8217; la base della cultura mafiosa, è la base del sistema sociale italico attuale.</p>
<p>Questi sono i centocinquant&#8217;anni della storia dell&#8217;Italia unitaria. Certo, ci sono dettagli positivi che ho dimenticato: l&#8217;Italia unita ad aiutare Firenze nei giorni dell&#8217;alluvione, ma ci sono gli ingegneri italiani che violentano consapevolmente il territorio e fanno uccidere migliaia di persone al Vajont; il Friuli ricostruito dopo il terremoto, ma ci sono i miliardi saccheggiati nella ricostruzione dell&#8217;Irpinia; la nazionale che vince quattro mondiali di calcio, ma due li ha vinti facendo il saluto romano, un terzo per l&#8217;allinearsi dei pianeti (lo stellone italiano è stranoto nel mondo), l&#8217;ultimo mentre scoppiava Calciopoli; la famiglia italiana che risparmia più di qualsiasi altra al mondo, ma il debito pubblico italiano è il più pesante del mondo in rapporto al Pil; l&#8217;Italia eccellente del made in Italy, ma è la stessa Italia all&#8217;ultimo posto nell&#8217;attrazione di investimenti esteri.</p>
<p>C&#8217;è poco da festeggiare, credetemi. Un Risorgimento che è un&#8217;annessione ai Savoia favorita dagli stranieri, una rivoluzione senza popolo non si festeggia. Altro che Viva l&#8217;Italia, altro che De Gregori e Cazzullo: abbasso questa Italia, che crepi presto e ne rinasca un&#8217;altra, che premia il merito e spazza via le cricche, che ha giovani leader e innova invece di ricordare, che si fa rispettare nel mondo e non è più una barzelletta. Che crepi l&#8217;Italia di questi centocinquanta anni di vergogne, che ne rinasce un&#8217;altra per i prossimi, sperando che nel 2061 ci sia finalmente qualcosa di cui andare veramente orgogliosi.</p>
<p>Mario Adinolfi</p>
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